La donna invisibile, dedicato a mia figlia

Nell’ultimo articolo, ho presentato un argomento poco discusso, spesso oggetto di controversie: che cos’è la vulva? Come l’ho spiegata a mia figlia di soli sette anni? Mi sono seduta accanto a lei e abbiamo affrontato il discorso in tutta tranquillità, esplorando il nostro corpo insieme, partendo dai piedi fino ad arrivare al plexus solaris – il plesso solare, passando per la vulva.

Dopo averle parlato, mi sono sentita sollevata, credendo che la sua curiosità fosse stata soddisfatta. Invece, a un certo punto, mi ha posto la fatidica domanda che metterebbe in crisi ogni genitore:

“Se sono stata concepita nel tuo utero, insomma, nella tua pancia… e sono nata dalla tua vagina…” – SÌ, ha detto vagina perchè Ariella sa che le donne hanno una vagina – “…allora, come ci sono entrata là dentro?”

Maledizione.
Sicuramente starete pensando: “Dom lavora nel SexTech, avrà sicuramente una risposta pronta”.
Me la sono cavata abbastanza bene sì, ma poi mi sono accorta che la mia risposta era formulata per una bambina di quattro anni. Basta davvero poco perché una mamma entri in crisi.

Mi stupisce come i bambini, da un giorno all’altro, si trasformino in adulti.
Per fortuna mi ha salvato il campanello da questo momento dove ho capito che non ero pronta – un po’ come accade nei film.

Così, ho deciso di dare uno sguardo al mio repertorio di testi dedicati alla maternità perchè vorrei che mia figlia un giorno dicesse: “Sono felice di aver avuto un’educazione sessuale libera da pregiudizi, completa, senza tabù, basata sull’emancipazione della donna”.

Sono andata a caccia di libri, ma non ho trovato niente che mi potesse tornare utile. NIENTE.

Ho ripescato allora i testi di educazione sessuale su cui studiai quando ero più piccola. E, indovinate un po’?
Sono rimasta amareggiata.
Così, ho capito che mi sarei dovuta impegnare a cancellare tutti quei pregiudizi e quelle idee sbagliate. Come donna, vi confesso che sono onestamente delusa dalle visioni limitate e dai pregiudizi alla base dell’educazione sessuale; come essere umano, non posso tollerarli; come madre, mi disorientano e quasi mi impauriscono.

Per questo, punto il dito contro secoli e secoli di cultura maschilista, in campo medico, politico, religioso e sociale; punto il dito contro una società che mette al centro l’individuo maschile e che, per tale motivo, trova giusto rappresentare la pubertà come un momento sacro soltanto nella crescita del ragazzo, ponendo il focus sull’importanza dell’eiaculazione.

La rappresentazione del pene, inteso come fonte di piacere, i discorsi positivi sulle polluzioni notturne, sugli orgasmi, sui diritti naturali associati alla figura maschile, sono argomenti che vanno a rinforzare la visione sessista di conquista e potere che contraddistingue un “UOMO”.

Decine e decine di testi rappresentano giovani a torso nudo (talvolta anche i loro visi). E le ragazze? Come vengono rappresentate? È un caso eccezionale se compare l’immagine di un utero sanguinante! Il seno della donna è un tabù (a meno che non vi sia un capitolo scientifico dedicato al suo sviluppo: in quel caso, non crea alcun problema).

La rappresentazione della pubertà femminile è minata. L’unico messaggio trasmesso da quei libri è: ATTENZIONE! NON LASCIATEVI ATTRARRE DAL PENE E NON FATEVI METTERE INCINTA.

È una pubertà resa invisibile dalla nostra società che la priva del suo significato più intimo: il piacere, la presa di coscienza e la scoperta di se stesse, il senso di connessione, la sessualità, l’autostima, la bellezza, il ruolo femminile, l’importanza che risiede nell’atto di donare una vita, l’orgasmo, l’amore e la gratitudine verso la propria vulva, la vagina e il nostro apparato genitale, fonte di vita.

In particolare, manca il rispetto e la cura della propria vulva, ovvero, manca quel tipo di attenzione che, in termini poveri, dedichiamo al colesterolo o ai livelli di zucchero presenti nel sangue. Sono più informata sui benefici delle carote per la vista, o sull’importanza di monitorare quei famosi livelli di zucchero, piuttosto che su questo tema.

È molto semplice scaricare le colpe e non assumersi le proprie responsabilità avendo vissuto in tempi in cui non si conosceva il concetto di piacere femminile. Del resto, non puoi insegnare ciò che non sai. Come possiamo giustificarci? Non possiamo.

Da madre, non tollererò che mia figlia diventi invisibile. La sua sessualità, il suo piacere e la sua autostima dovranno rimanere sempre in primo piano.

Quando mi riproporrà la stessa domanda, le racconterò che, prima che scopra come nascano i bambini, io, sua madre, – e non un insegnante qualsiasi, la scuola, un gruppo religioso o politico – , le svelerò che cosa accade negli anni che precedono il diventare genitore.

Da questo momento in poi, condividerò con lei tutte le esperienze che vorrà scegliere di fare. Vivrà dei momenti speciali, un po’ come quando ti nominano migliore giocatore di basket dell’anno, o come la prima volta in cui sali sulla moto o sei in bilico sulla trave ad una lezione di ginnastica artistica.
Saranno delle esperienze uniche, ma ancora più forti. Certe, le scoprirà da sola, per le altre, se vorrà, potrà farmi delle domande e approfondirle insieme a me.
Sperimenterà nuovi sentimenti e nuove sensazioni, e, forse, le sue amiche le diranno: “Lascia perdere”.

Non ascoltarle. Vieni da me, e ti prometto che, se me lo concederai, ti darò dei consigli, senza giudicarti.
Anche se non vorrai parlarmene, da madre, ti regalerò dei libri, delle foto, e ti racconterò quanto sia speciale il processo che attraversa ogni ragazza, per diventare una donna.

Voglio che mia figlia ripensi alla prima volta in cui ha sperimentato il piacere e che si ricordi di quel giorno come l’evento in cui ha conosciuto se stessa. A sette anni, potrebbe non essere ancora in grado di comprendere, ma, il giorno in cui ripenserà con nostalgia a questi momenti (sperando che la società, nel mentre, si sia evoluta), realizzerà che la sua sessualità non ruota attorno al dedicarsi, obbligatoriamente, al piacere del partner; al contrario, capirà che lei, come donna, viene prima di tutto il resto. Avrà il diritto di condividere, di donare e di ricevere, assecondando la sua volontà.

Ariella, ti prometto che, crescendo, non diventerai… invisibile.

(Mum, Advisor&Co-Founder in SexTech and BBC Broadcaster)

Dominnique è imprenditrice e mamma e ci parlerà di sessualità vista , di come ritrovare, riaccendere o reinventare la nostra femminilità dopo aver avuto dei figli, ma soprattutto di come parlare loro di un aspetto così fondamentale come la sessualità.

0 I like it
0 I don't like it

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *