AIDS, HIV. C'è un nuovo modo per le donne di proteggersi: LUWI.

La giornata mondiale contro l’AIDS. Spesso quando penso all’HIV e a questa giornata il pensiero va diretto alle popolazioni africane, o del terzo mondo, dove questo virus purtroppo contagia donne, uomini e bambini tutti i giorni. E’ come se fosse per noi, popolazioni più “sviluppate”, un problema oramai lontano.

E’ invece no.

HIV

In Italia il numero di nuove infezioni da virus HIV è aumentato a quasi 4000 ogni anno, con picchi di 20% annui in regioni come la Lombardia, specie tra i giovanissimi e gli uomini eterosessuali over 50.

Ah.

E non finisce qui! L’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che negli ultimi anni i casi di Mst (malattie sessualmente trasmissibili) sono aumentati, passando dai circa 3500 del 2006 ai circa 6500 del 2013. Un aumento registrato soprattutto tra i maschi. Ad aumentare sono soprattutto malattie batteriche come le infezioni da Chlamydia e la sifilide, ma anche quelle determinate da virus come i condilomi dovuti ad alcuni tipi di HPV e le epatiti da virus A o C.

E’ tutt’altro che un problema del terzo mondo.

Sembrerebbe facile da risolvere: usate sempre il preservativo. Eppure questa cultura non esiste. Molti di coloro che usano il preservativo lo fanno in maniera non corretta, molti se ne fregano (per ignoranza o perchè semplicemente è scomodo) e non lo usano, molti non sanno nemmeno di essere affetti da qualsiasi malattia perchè non hanno mai fatto un test.

Gioca molto spesso un ruolo preponderante il pensiero “vuoi che capiti proprio a me?”. Una scusante dettata purtroppo dalla disinformazione, dalla totale mancanza di un’educazione sessuale valida e di un senso di responsabilità.

L’ISTAT ci dice che solo il 16,7% delle coppie usa il preservativo e in generale il 30% delle coppie non usa alcun tipo di contraccezione, il 20% una coppia su cinque, usa il coito interrotto pensando che sia un metodo contraccettivo.

luwi

“Non è un problema solo Italiano – ci dice Lisa Kinsella, fondatrice di LUWI, il primo protettore non in lattice per le donne – 18.8 milioni di donne vivono con l’HIV. Le persone che vivono con l’HIV sono 36.7 milioni, più della metà sono donne.”

LUWI è l’opposto di un preservativo, una doppia protezione ideata per le donne: un dispositivo che protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili e può essere anche utilizzato come anti-concezionale. Ideato per adattarsi alle forme del corpo femminile, LUWI si indossa nel canale vaginale e protegge entrambi i partner. Si può indossare fino a 8 ore prima di un rapporto.

“Qualche anno fa mi hanno diagnosticato un cancro, ero nel mezzo di un divorzio, un momento difficile. Ho fatto la chemio e, per fortuna, sono sopravvissuta! Non potevo più usare anticoncezionali perchè ho scoperto avrebbero reagito con la chemio e ho sviluppato un’intolleranza al lattice – ho scoperto che è una cosa comune per le donne che fanno la chemioterapia. Così ho iniziato a cercare un’alternativa per poter proteggermi dalle malattie ma anche dalle gravidanze, ho già due figli! NIENTE.”

150 preservativi sul mercato, tutti per gli uomini.  “Ero sconvolta dalla mancanza di prodotti in grado di rendere le donne autonome e nel pieno controllo della propria vita sessuale. Così dopo un anno di ricerche, ho creato LUWI

Cosa rende LUWI migliore o diverso da un preservativo, oltre al fatto che è un mezzo che dà alle donne controllo diretto sul loro corpo?

LUWI è fatto di ultra sottile poliuretano medicale che offre una maggiore sensibilità durante il rapporto oltre che sicurezza. Infatti l’anello più grande “avvolge” le grandi labbra, proteggendo una zona più ampia rispetto ad un preservativo. Ha inoltre un punto di rottura migliore rispetto ad un preservativo medio – LUWI ha 0.1 mentre un profilattico 3.1.”

E’ simile al Femidom? “L’ Fc2 è fatto di nitrile, è più largo di LUWI e soprattutto si percepisce di più. E’ spesso utilizzato dalle ONG e distribuito alle donne in Africa, il che è ottimo ovviamente se pensiamo esclusivamente a proteggere dall’HIV, però ad esempio negli USA ci vuole la prescrizione”.

luwi

 

Nel 2014 sappiamo che, in Europa, 70% delle infezioni da Chlamydia è riportato nei giovani di età compresa fra i 15 e i 24 anni, così come il 37% delle infezioni da N. Gonorrhoea. A queste seguono l’infezione da HBV con circa il 15% delle infezioni contratte prima dei 25 anni, il 14% dei casi di sifilide nella fascia di età compresa fra i 15 e i 25 anni e l’11% dei casi di HIV.

Il punto è che i ragazzi non lo sanno. Non sanno di avere queste malattie, molte tranquillamente curabili, perchè non c’è la cultura del fare i test. Dovrebbe essere un check up che uno fa regolarmente, come andare dal dentista o farsi gli esami per il colesterolo. Dovrebbe essere normale. Un gesto di responsabilità verso se stessi e gli altri. Senza alcuno stigma o vergogna, anzi con orgoglio e responsabilità.

L’educazione sessuale italiana, per chi la fa, è evidentemente poco efficace. Il focus per i ragazzi è sempre sull’evitare le gravidanze. Molti usano il preservativo principalmente per quello, non per le malattie.

“Ma vuoi che capiti proprio a me?”
“Dai ma è uno a posto”
“Mi sembra una responsabile”
“Mi ha detto che non ha nessun sintomo”
“Mi sembrava che fosse tutto ok li sotto”

Questi pensieri sono passati a molti di noi per la testa. Sono quelli che fanno capo al “negazionismo” alla inspiegabile positività e sicurezza per cui non capiterà a noi.
Ma sono pensieri irresponsabili e dettati dall’ignoranza. Perchè molte malattie sono asintomatiche. Perchè l’unico modo per sapere se si hanno o no è fare un test, non fidarsi. Non è una questione di non fiducia, di accusa o di sospetto. Semplicemente, può essere capitato a tutti, anche senza saperlo, perchè se non sai di avere anche solo una banale candida, la puoi passare a qualcun altro.

Parlando di HIV, il Ministero della Salute dichiara che la modalità di trasmissione principale tra le nuove diagnosi, fra i 25 e i 29 anni, è attraverso rapporti eterosessuali. Tra i maschi, nel 2017, la maggior parte delle nuove diagnosi è negli uomini omosessuali.

“LUWI è LGBTQ+. Si può usare anche per il sesso anale.” ci ricorda Lisa. “Basta estrarre l’anello interno, per rendere migliore l’esperienza! Ho voluto creare un prodotto che fosse per tutti.”

Proteggiti per proteggervi.

PS: se siete genitori, per quanto possa sembrarvi imbarazzante, comprate dei preservativi per i vostri figli, e non solo per i maschi! Fateglieli almeno trovare, se non riuscite ancora ad affrontare una conversazione sul sesso e sulla salute sessuale.

Informazioni utili:
Prep
Differenza tra AIDS e HIV
NON si trasmette l’HIV:

  • attraverso lacrime, sudore, saliva, urina, feci, secrezioni nasali, vomito purchè non contaminati da sangue
  • la vita in famiglia o in comunità, le strette di mano, i baci “sociali”
  • l’uso in comune di stoviglie e la preparazione di cibi
  • l’uso di toilette, piscine, saune e luoghi pubblici
  • il morso delle zanzare.

Dove si può fare il test in forma anonima
Test acquistabile in farmacia

(VibesWeek Editor in Chief & Co-Founder of pureeros)

“Se avessi saputo a 20 anni quello che ho scoperto a 30”. Quante volte ho sentito questa frase, troppe. Quando si tratta di sessualità, di intimità e piacere, di conoscere il nostro corpo, di capire cosa ci piace o no, di esprimere i nostri desideri o di metterci al primo posto, nessuno ci ha detto che è giusto farlo. Ve lo dirò io: facciamolo!

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