Arte Contemporanea: tra i tabù e il corpo femminile

Lindsay Wynn

Nel mondo dell’arte contemporanea spesso ci si interroga su cosa sia arte e che cosa non lo sia.

E’ un quesito molto importante che può dar luogo a dibattiti che toccano diversi ambiti della conoscenza umana. La cosa di cui si dovrebbe sempre tenere conto è che, nella lettura di un quadro, di una foto o di un qualsiasi supporto artistico, è il pensiero scaturito dall’artista che spesso non è per nulla intuitivo.

Ad agosto ha aperto a New York un pop up event dedicato alla Sex positivity organizzato da Bryony Cole e Future of Sex, così ho colto l’occasione per discutere con alcuni artisti contemporanei alcune tematiche legate al mondo femminile e della sessualità.

In questo mondo rigoglioso quanto nascosto troviamo Marcos Alberti, giovane ed eccentrico fotografo, creatore di un bellissimo progetto intitolato OProject

OProject consiste in una serie di fotografie raffiguranti alcune donne nell’atto prima, durante e dopo la masturbazione. Descritto così potrebbe sembrare nient’altro che una perversione dell’artista, in realtà c’è molto di più.

Marcos Alberti, rispondendo alle mie domande, spiega quanto sia importante l’amore verso se stessi e quanto questo necessiti di non essere più visto come un taboo ma, al contrario, una normale componente sia della sessualità che del benessere generale della persona infatti, come si può vedere, l’ultimo frame della serie mostra le donne sorridere alla macchina fotografica.

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Da donna curiosa quale sono, ho cercato di immedesimarmi e di capire quale sarebbe potuta essere la mia sensazione nello stare nuda a masturbarmi davanti ad un obiettivo pensando che, molto probabilmente, mi sarei sentita veramente a disagio.

La competenza e la sensibilità di Marcos Alberti nel darmi risposta sono state contro ogni aspettativa: nel rispetto delle ragazze (reclutate casualmente), l’artista si è sentito in dovere di conoscerle una ad una in più battute per poi, una volta sul set, farle sentire a loro agio creando uno spazio calmo e libero da giudizi. Inoltre, nessuna donna si è dovuta spogliare per la realizzazione del progetto disponendo di una scrivania coperta di lenzuola atta a mantenere la privacy del momento.

Un progetto, questo, che ha visto sicuramente molte critiche e molte lodi; ciò che appare chiaro è la volontà di combattere alcuni stereotipi ed intolleranze ancora ben radicate all’interno della società che ci circonda. Piaccia o no, OProject è protagonista di esposizioni sia in Asia che negli Stati Uniti e vanta circa 300 pubblicazioni in 40 diversi Paesi e visualizzazioni per più in milione e mezzo.

Nelle fotografie di Linsday Wynn, invece, vediamo una molteplicità di corpi (a volte soli, altre in coppia) tutti diversi fra loro, posizionati nell’essenziale location dello studio fotografico. Quello che Linsday cerca di spiegare è che, di fronte ad un corpo che generalmente descriveremmo come “imperfetto”, ci sono invece diversi elementi utili ad intraprendere la strada del non-giudizio.

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Come ci racconta l’artista, le persone hanno un rapporto complicato con il loro corpo: spesso è legato a questioni strettamente personali, che dovrebbero spingerci a non giudicare e piuttosto a chiederci come mai siamo così attenti a questi aspetti. Senza dubbio gli stereotipi e i canoni di bellezza che per decenni ci hanno imposto hanno influito notevolmente, ma è importante anche renderci conto che, anche se con molta calma, le campagne pubblicitarie e il mondo della moda stanno cambiando e scelgono di rappresentare ideali di bellezza meno stereotipati e più “normali”. Questo cambiamento dovrebbe renderci assolutamente entusiaste (e libere da stereotipi) ed è questo il messaggio che l’artista vuole dare tramite le sue fotografie. 

Un altro aspetto del legame tra il corpo, la sessualità e la società ci viene offerto in maniera molto pragmatica da Bonnie Lane. Con le sue produzioni video quest’artista ci mostra la coesistenza – con pro e contro – tra il mondo virtuale e quello reale.  Singolare è la produzione The Act (is done) del 2016: il video, che come gran parte della produzione di Bonnie riguarda la sua esperienza personale, mostra l’incontro tra una donna (che in questo caso potrebbe essere lei) ed  un uomo qualunque. Nello scambio di battute e nello scorrere delle immagini ci si interroga su quale possa essere la situazione di partenza, ed è proprio questa la domanda che Bonnie vuole suscitare nello spettatore, portandoci a riflettere sul fatto che i due sono perfetti sconosciuti. Il fatto che video come questi possano creare un miscuglio di sensazioni come il disgusto, la solitudine, l’eccitazione o la tristezza forse combaciano con il genere di sensazioni reali che si palesano quando ci troviamo in questo genere di situazioni.

Di fronte alla produzione di artisti come questi credo venga spontaneo ragionare su quanti di questi temi ci appartengano e siano presenti all’interno della nostra quotidianità ma, soprattutto, di quante possano essere le chiavi di lettura di un corpo, di un dialogo, di un artista.

Il minimo comune denominatore tra gli artisti che si spingono verso certi temi appare comunque abbastanza chiaro ed è quello per cui noi dovremo educarci al comprendere prima di giudicare, al rispettare prima di sputare sentenze non richieste e di essere meno superficiali di fronte a quello che, a volte, non riusciamo a capire o, semplicemente, a condividere.

(Critica D'Arte)

Sesso e Arte hanno un minimo comune denominatore: liberano la mente e lo spirito. Qualcuno diceva che “la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere” ed è proprio per questo motivo che vi voglio mostrare quanto sesso e arte abbiano viaggiato assieme durante il corso di tutte le epoche.

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One Comment

  1. non ci sono canoni di bellezza o stereotipi, ci sono uomini e donne fisicamente più belli e attraenti di altri ed è vero, è oggettivo e anche un uomo bello fisicamente snello non ossuto o formoso armonioso non obeso e una donna con un bel corpo sono reali e normali.

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